La Behavioral Economics per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà
La mente umana quando sperimenta la scarsità, ovvero la difficoltà di accesso a risorse limitate, come ad esempio la mancanza di tempo, la carenza di denaro, la riduzione di beni essenziali, come il cibo o la limitazione dei contatti sociali, porta allo sviluppo di una diversa attitudine della persona nei processi decisionali. Ogni contesto di carenza cattura, infatti, gran parte delle nostre risorse cognitive. Tale fenomeno è definito come l’assottigliamento della “larghezza di banda mentale” ovvero la riduzione della misura di concentrazione, attenzione e consapevolezza che incide notevolmente sulle competenze della persona di superare l’esclusione e l’emarginazione. Le scienze comportamentali e la behavioral economics guardando la problematica da un punto di vista innovativo facendo attenzione alle resistenze cognitive e fornisce un contributo integrato ed essenziale nell’identificare le modalità e gli interventi - nudging - per promuovere lo sviluppo e l’inclusione sociale.
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