Cronicità, malattia e rappresentazione social: riflessioni dal punto di vista clinico
Negli ultimi anni la rappresentazione sui social network di endometriosi, PCOS, vulvodinia, fibromialgia, PMDD e altre condizioni correlate e collegate alla sfera del dolore cronico, delle condizioni ginecologiche e sistemiche è aumentata in maniera esponenziale.
La rappresentazione social delle patologie (fisiche e mentali) costituisce una risorsa preziosa sia per l'utenza che per le figure professionali: i pazienti e utenti possono trovare infatti una comunità, informazioni, confronto e supporto; il personale clinico può utilizzare questi spazi per la divulgazione scientifica, la sensibilizzazione e la comunicazione diretta all'utenza. Gli spazi social tuttavia possono anche favorire la diffusione di informazioni scorrette e la polarizzazione.
Questo contributo ha quindi un duplice obiettivo: il primo è quello di riflettere, dal punto di vista di una persona che opera nell'ambito clinico, sulle modalità per avvicinare l'utenza e le figure professionali, sfruttando il mezzo social per colmare il gap tra questi due gruppi di persone; il secondo è quello di fornire degli spunti rispetto alle limitazioni, gli aspetti negativi e potenzialmente rischiosi della rappresentazione social della cronicità e della malattia, e proporre delle strategie per minimizzarli.