Le startup del music tech europeo non mancano di idee o di talento. Mancano di un ponte. Tra l’incubazione finanziata da programmi pubblici come i Creative Europe, e il mercato privato, c’è un vuoto che ogni anno spinge i migliori imprenditori europei verso ambienti più agili per il funding.
Eppure i segnali sono chiari. La industry attrae attenzione e innovazione - più di mille startup music tech in ventiquattro categorie mappate e una raccolta che supera i 4Bn€. Il mercato è già dinamico, il capitale è già in movimento.
Nel frattempo, la industry attraversa il suo shift strutturale più profondo dalla nascita del vinile: emergono le community, i super-fan, i diritti assomigliano sempre più a bond, i cataloghi si valutano come nel real-estate.
La musica è diventata, silenziosamente, una nuova asset class - ma l’infrastruttura finanziaria europea per valorizzarla non esiste ancora.
Questo panel è una conversazione tra chi costruisce, chi investe e chi ha mappato il territorio, è una diagnosi di cosa funziona, cosa si disperde, e dove si è aperta una finestra.