Un luogo, una data, una lineup... ma niente piattaforma di ticketing. Uno scherzo, o una trovata geniale?
Di live event con format esclusivi e innovativi si discute ormai da anni. Dal global case del Fyre Festival — che ha venduto fantasie mai realizzate ed è finito in un mega scandalo globale — al local case di festival come Beyond Fears, che ha fatto dell'accesso su invito e del senso di appartenenza il proprio modello identitario e di business. Due storie opposte, uno stesso punto di partenza: l'idea che l'esperienza valga più dello show. Esempi di successo come Soho House, l'esclusivo club privato dedicato ad artisti e creativi nato nel 1995, hanno spianato la strada al modello community-based. Qual è l'ingrediente segreto?
Non si tratta più di inventare il format più inclusivo e partecipativo, quanto di trovare quello che rispecchia la tua persona, ingaggiando te e il tuo gruppo in una community vera e proprio. Cosa hanno di speciale questi format, e cosa li distingue dal semplice lusso? Qual è il valore aggiunto del "community event"? E cosa rappresenta, culturalmente e socialmente, l'elitarismo di questi eventi?