Dopo aver parlato dell’impatto che l’AI sta generando all’interno dell’industria musicale in termini di ascolti e di abitudine degli ascoltatori, la domanda si sposta sul livello base: come cambia la carriera artistica all’interno di questo nuovo contesto?
Non una riflessione astratta sull’intelligenza artificiale, ma un dialogo su cosa significhi oggi diventare artista: cercare una voce, pubblicare musica, salire su un palco, incontrare un pubblico e confrontarsi con tecnologie capaci di produrre, replicare e distribuire suoni con una potenza senza precedenti. Con i nostri ospiti affronteremo il tema del valore dell’errore, dell’improvvisazione, del tocco, della presenza dal vivo e del rapporto con strumenti come Steinway Spirio, dove la tecnologia può amplificare il gesto umano senza sostituirlo.
L’obiettivo non è opporre umano e artificiale, ma capire come usare la tecnologia senza perdere ciò che rende la musica un’esperienza umana: intenzione, responsabilità, relazione, errore.
L’AI sta cambiando il modo in cui ascoltiamo musica. Ma cosa significa oggi diventare artista? In un’epoca in cui le tecnologie possono creare, replicare e distribuire suoni su scala inedita, ci confronteremo sul valore di ciò che resta irriducibilmente umano: errore, intuizione, presenza, relazione. Un dialogo aperto tra palco e algoritmo per capire come la tecnologia possa amplificare la creatività senza sostituirla.