AL WMF 2026

OSPITE D'ECCEZIONE

FRANCESCA ALBANESE

Voce italiana del diritto internazionale e dei diritti umani

Giurista, esperta di diritto internazionale e Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967, Francesca Albanese sarà ospite d’eccezione del WMF – We Make Future 2026.

Il 24 giugno a BolognaFiere, sul Mainstage del WMF, porterà la sua testimonianza e il suo sguardo sul ruolo del diritto, della giustizia e della responsabilità internazionale nella costruzione di un futuro più equo, sostenibile e inclusivo.

In un tempo attraversato da crisi geopolitiche, conflitti, disuguaglianze e profonde trasformazioni tecnologiche, la sua presenza al WMF rafforza la vocazione della manifestazione come piattaforma globale di incontro, dialogo e confronto tra istituzioni, imprese, società civile, ricerca, attivismo e innovazione.

Una giurista internazionale al centro del dibattito globale sui diritti umani

Nata ad Ariano Irpino nel 1977, Francesca Albanese si forma tra Italia, Regno Unito e Paesi Bassi. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Pisa, consegue un master in Diritti Umani alla SOAS University of London e approfondisce il diritto internazionale dei rifugiati con un dottorato presso l’Università di Amsterdam.

La sua carriera unisce ricerca accademica, lavoro sul campo e impegno nelle istituzioni internazionali. Ha svolto attività di ricerca presso la Georgetown University di Washington e l’Erasmus University di Rotterdam, collaborando con agenzie delle Nazioni Unite, governi e organizzazioni non governative in Medio Oriente e Nord Africa.

Il suo lavoro si è concentrato in particolare sulla tutela dei diritti umani, sulla protezione dei civili, sui diritti dei rifugiati e dei migranti e sull’attuazione delle norme internazionali a favore delle comunità più vulnerabili.

Relatrice Speciale ONU:

un mandato indipendente

Dal 2022 Francesca Albanese è Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967, prima donna italiana a ricoprire questo incarico.

Il suo è un mandato indipendente: non rappresenta il governo italiano né alcun altro esecutivo nazionale, ma opera come esperta incaricata dal Consiglio ONU per i Diritti Umani di monitorare, documentare e riferire sulle condizioni dei diritti umani nei territori oggetto del mandato.

La sua attività prevede analisi giuridiche, rapporti ufficiali, dialogo con governi, istituzioni internazionali, comunità locali, organizzazioni della società civile e realtà accademiche. Un ruolo che richiede rigore, indipendenza e capacità di portare all’attenzione della comunità internazionale violazioni, criticità e responsabilità spesso al centro di forti tensioni politiche.

© wikipedia / esquerda.net

Diritto, verità e responsabilità internazionale

Negli ultimi anni, il nome di Francesca Albanese è diventato centrale nel dibattito internazionale sulla Palestina, soprattutto dopo l’escalation del 2023 e il progressivo aggravarsi della crisi umanitaria a Gaza.

I suoi rapporti hanno analizzato l’impatto delle politiche israeliane su diritti fondamentali come libertà di movimento, accesso alle risorse, protezione della popolazione civile, sviluppo economico e autodeterminazione del popolo palestinese.

Nel 2025, con il rapporto “From Economy of Occupation to Economy of Genocide”, Albanese ha approfondito il ruolo dei meccanismi economici nell’occupazione israeliana, analizzando il modo in cui apparati militari, tecnologici, carcerari, risorse naturali, attività economiche e filiere internazionali possono contribuire al mantenimento di sistemi di controllo, segregazione e violazione dei diritti fondamentali.

Il suo lavoro ha generato attenzione, sostegno, critiche e forti pressioni politiche. Proprio questa esposizione rende la sua presenza al WMF un’occasione di confronto su una domanda cruciale: quale ruolo devono assumere il diritto internazionale, le istituzioni e la società civile di fronte alle grandi crisi del nostro tempo?

Una voce indipendente

nel dibattito internazionale

L’attività di Francesca Albanese è stata oggetto di reazioni contrastanti da parte di governi, media, istituzioni e organizzazioni internazionali. Le sue posizioni sono state sostenute da numerose ONG, accademici ed esperti di diritti umani, che ne riconoscono l’indipendenza e l’autorevolezza, ma anche contestate da attori politici e istituzionali che ne hanno criticato linguaggio e conclusioni.

Nel 2025, le sanzioni imposte nei suoi confronti dall’amministrazione statunitense hanno aperto un ulteriore fronte di discussione internazionale sulla libertà di espressione, sull’indipendenza dei mandati ONU e sulla tutela delle voci critiche nel sistema multilaterale.

La successiva sospensione temporanea delle sanzioni da parte di un tribunale federale del District of Columbia ha riportato al centro del dibattito un principio essenziale: la protezione della libertà di parola e dell’indipendenza degli esperti internazionali è parte integrante di ogni sistema democratico fondato sui diritti.

© wikipedia / esquerda.net

Perché Francesca Albanese al WMF

Il WMF – We Make Future nasce come piattaforma internazionale dedicata all’innovazione, all’intelligenza artificiale, alla tecnologia e al digitale, ma da sempre interpreta l’innovazione in una prospettiva ampia: non solo come progresso tecnico, ma come responsabilità collettiva.

Costruire il futuro significa interrogarsi sugli strumenti che utilizziamo, sui modelli economici che promuoviamo, sulle politiche che adottiamo e sui diritti che scegliamo di proteggere.

La presenza di Francesca Albanese al WMF 2026 si inserisce in questa visione: portare sul Mainstage una voce autorevole del diritto internazionale significa aprire uno spazio di confronto sulle crisi globali, sulla tutela dei civili, sulla giustizia, sull’autodeterminazione dei popoli e sul ruolo della comunità internazionale nella difesa della dignità umana.

In un mondo in cui tecnologia, geopolitica, economia e diritti sono sempre più intrecciati, il WMF rimane acceleratore di cultura e piattaforma di dialogo, capace di riunire prospettive diverse per immaginare e costruire un futuro più giusto, inclusivo e sostenibile.

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