Ethics, Media & Information

Ethics, Media & Information

Su questo open stage, giornalisti, attivisti e esperti nel campo dell’informazione affronteranno le tematiche legate all’uso dei media e ai risvolti che le nuove tecnologie hanno sulla società.

L'accesso all'open stage è possibile con le offerte: Full, Main e Basic.

Hosting della sala

Alex Bianchi
Alex Bianchi
Co-Founder | Giornalista
Retorica Comunicazione
15 GIUGNO
16 GIUGNO
17 GIUGNO
15 giugno 08:30 - 20:00
16 giugno 08:30 - 20:00
17 giugno 08:30 - 18:00
15 giugno 10:30 - 10:50
15 giugno 08:30 - 20:00
16 giugno 08:30 - 20:00
17 giugno 08:30 - 18:00
17 giugno 11:00
16 giugno 16:40
15 giugno 10:30 - 12:20
15 giugno 14:30 - 16:10
15 giugno 19:10 - 20:20
16 giugno 11:10 - 13:10
16 giugno 15:20 - 17:10
16 giugno 18:10 - 19:20
17 giugno 11:40 - 13:30
17 giugno 16:30 - 17:50
15 giugno 20:30 - 22:00
16 giugno 11:40 - 12:00
17 giugno 18:00
15 giugno 12:40 - 13:20
40 min
Il talk parlerà del ciclo dell'hype e di come le sue regole stanno condizionando l'innovazione e gli investimenti tecnologici. Da quando Apple ha presentato iPhone, l'industria tecnologica insegue il prossimo "momento iPhone", che Mark Zuckerberg ha individuato nella costruzione del metaverso, a cui ha dedicato anche il rebranding del suo gruppo. Le cose non sono andate come sperava Zuck, nonostante la febbre da Web3 che soffiava vento - e miliardi - a favore di metaverso. Ci ha pensato ChatGPT, a fine 2022, a ricordarci come sono fatti quei momenti in cui tutto cambia all'improvviso. Ma quanto si somigliano questi due cicli?
15 giugno 13:40 - 14:20
40 min
Ci sono espressioni giornalistiche entrate nel gergo, e altre che non pronunciamo perché ci sembrano offensive, quando invece sono le uniche che si dovrebbero pronunciare. E' scorretto, ovviamente, scrivere negr, lo sappiamo tutti. Ma è scorretto anche scrivere zingar, né più né meno. L'autismo non è una malattia, autistico non è un'offesa, Down si scrive con la lettera maiuscola perché la sindrome di Down prende il nome dal dottore che per primo tentò una classificazione, e non è la traduzione della parola inglese "down", cioè "giù". Nessuno è "giù", nella sindrome di Down. E' preferibile la dizione "sordo" al posto di "non udente", è sbagliato dire "diversamente abile", si dice "persona con disabilità". Oppure - in un titolo - è accettato scrivere "disabili". Perché "disabile" non è un'offesa, è invece offensivo non conoscere le parole giuste per rapportarsi con gli altri.
15 giugno 16:20 - 16:40
20 min
15 giugno 17:20 - 17:40
20 min
Negli ultimi vent'anni, il web è stato governato dalle piattaforme: marketplace di dati e attenzione che hanno trasformato profondamente i modelli di business di internet, atomizzato la filiera della produzione culturale e alterato le dinamiche che abitano le community digitali. A due decenni dall'inizio di questo processo di "piattaformizzazione", tuttavia, qualcosa sembra essere sul punto di rompersi: l'arrivo di nuovi competitor, le spinte regolatorie dei governi e l'ascesa di forze tecnologiche perturbatrici come l'AI generativa stanno rimettendo in discussione gli equilibri del mercato e gli incentivi su cui questo sistema si è retto per due decenni. Cosa succederà dopo, e - soprattutto - cosa significherà per noi?
15 giugno 17:40 - 18:00
20 min
I giornali hanno bisogno dei lettori, non più il contrario. È cambiato tutto da quando il digitale è entrato a gamba tesa nel mondo dell’informazione trovando impreparati gli editori, le redazioni, soprattutto i giornalisti. Sono passati almeno dieci anni da quando il vento forte ha iniziato a tirare anche in Italia ma su troppi fronti si continuano a fare gli stessi errori, a confondere il mezzo con lo scopo e a non saper individuare ancora la nuova fisionomia di lettori da qui a un prossimo futuro. Questione d’età, questione anagrafica? Anche, e molto altro.
15 giugno 18:20 - 19:00
40 min
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