La trasformazione digitale, gli algoritmi e l'intelligenza artificiale hanno il potenziale di migliorare i processi umani. Ma il loro uso non responsabile ha anche il potere di automatizzare le disuguaglianze sociali. Di conseguenza, una riflessione etica sulle tecnologie digitali è diventata essenziale. Cosa succede quando i nostri governi delegano le decisioni sui servizi pubblici ai software, senza valutarne i rischi e monitorarne le prestazioni? Cosa resta ai cittadini quando il loro futuro è "previsto" da sistemi socio-tecnici complessi? Queste domande ci costringono a orientarci verso una nuova cultura: quella della responsabilità. Affinché l'innovazione tecnologica sia accompagnata dall'innovazione sociale e le nostre società siano dotate di infrastrutture affidabili, è necessario supervisionare e valutare questi processi.