Discriminazioni prodotte dai dati, cioè come raccontarle e rendere le persone consapevoli.
Viviamo in un'era data-informed dove l'espressione "lo dicono i dati" sembra essere il mantra per l'oggettività e l'affidabilità di ogni tipo di contenuto, da quello politico a quello diffuso dai media. Con un approccio femminista osserveremo invece come i dati, lungi dall'essere strumenti neutri, siano invece dei costrutti sociali e riflettano i pregiudizi e i contesti in cui sono raccolti, influenzando le nostre narrazioni della realtà.
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