My Pethub: l'hub digitale per il tuo animale domestico

Come un bisogno personale si è trasformato in un progetto di business per la pet economy. La founder di My Pethub, Iliana Liontou, racconta lo sviluppo di una piattaforma integrata, le sfide tecnologiche e la visione futura guidata dai dati.

Mercoledì 25 Giugno 2025
Leonardo Galasso

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Tutto nasce da un problema comune a molti proprietari di animali: la difficoltà di condividere e tenere traccia delle informazioni sulla salute del proprio pet. In questa intervista, la founder Iliana Liontou ci ha svelato come questa necessità abbia dato vita a un ecosistema digitale completo. Abbiamo approfondito gli snodi cruciali del suo sviluppo, dal design delle funzionalità alla creazione di un'architettura scalabile, sottolineando il ruolo chiave di una visione a lungo termine: usare l'intelligenza artificiale per una cura proattiva e personalizzata.

Qual è il bisogno concreto che vi ha spinto a creare un'app dedicata alla gestione integrata della vita degli animali domestici?

Tutto è nato dal mio vissuto personale: vivo il mio cane in co-parenting con un’altra persona, il che significa che ci alterniamo nella sua gestione, e molto spesso ci siamo trovati a perderci informazioni importanti. Dall’alimentazione ai vaccini, dalle medicine ai comportamenti anomali — tutto era sparso tra messaggi, note vocali e ricordi frammentari.

Da qui, la domanda: perché non esiste un luogo unico dove raccogliere e condividere tutte queste informazioni in modo semplice? Ed è così che è nata l’idea: creare un'app che non fosse solo un'agenda per pet, ma un vero punto di riferimento digitale per tutta la vita dell'animale, costruita attorno ai reali bisogni dei pet owner — e dei professionisti che li supportano.

Come si è evoluta l’idea iniziale in un ecosistema digitale completo, capace di coprire tutto il ciclo di cura — dalla salute alla gestione quotidiana?

Inizialmente l’obiettivo era semplificare la gestione condivisa del pet: chi aveva fatto cosa, cosa mancava, chi portava il cane dal veterinario. Ma parlando con altri pet owner ci siamo resi conto che il bisogno era molto più ampio; c’era chi faticava a ricordare le medicine quotidiane, chi non sapeva cosa dire al nuovo veterinario, chi aveva animali con bisogni speciali e zero strumenti di supporto, chi non trovava professionisti affidabili vicino a sé

Così abbiamo iniziato ad ampliare la visione: l'app sta diventando un vero hub digitale per gestire la vita del pet a 360°, unendo cura, condivisione, prenotazioni, tracciamento e community.

Quali sono stati gli snodi più critici nello sviluppo di un ecosistema digitale così trasversale, che unisce salute, servizi, community e dati?

Siamo ancora nelle prime fasi, quindi non abbiamo ancora integrato tutti i verticali dell’ecosistema. La sfida principale finora è stata costruire una base solida e scalabile, mantenendo l’esperienza semplice ma capace di adattarsi a bisogni anche complessi.

Uno degli snodi più delicati è stato il design delle funzionalità legate alla salute, come la scheda pet e la cronologia dei trattamenti: servivano flessibilità e precisione, ma senza appesantire l’utente.

Un’altra sfida è stata immaginare fin da subito un sistema che possa crescere con noi, integrando in futuro anche professionisti, servizi e community senza dover stravolgere l’esperienza.

Quanto è stato importante il dialogo con veterinari, pet sitter e utenti finali nello sviluppo della piattaforma?

Fondamentale. Fin dai primi prototipi, abbiamo coinvolto utenti reali e professionisti. I veterinari ci hanno aiutato a capire quali informazioni sono cruciali durante una visita, i pet sitter ci hanno raccontato le loro difficoltà nel ricevere indicazioni chiare, e i pet owner ci hanno mostrato il bisogno di uno spazio di collaborazione, non solo di registrazione.

Le funzioni più apprezzate — come la condivisione del profilo e la possibilità di salvare trattamenti, allergie e comportamenti — sono nate proprio grazie a questi dialoghi.

In che modo l’app sfrutta i dati per offrire un’esperienza realmente personalizzata e orientata alla prevenzione?

Al momento, la nostra app consente di raccogliere in modo ordinato tutte le informazioni importanti sul pet, come vaccinazioni, allergie, note mediche, dieta. Questo già permette a chi se ne prende cura — da solo o con altri — di avere sempre a portata di mano dati utili per evitare errori, dimenticanze o duplicazioni. Il nostro obiettivo, però, è andare oltre: in futuro, grazie all’AI e a modelli predittivi, vogliamo offrire suggerimenti personalizzati sulla base del profilo del pet, delle sue condizioni e delle sue abitudini.

Immaginiamo un assistente digitale in grado di aiutare i pet owner a prevenire problemi o a individuare con più facilità il servizio più adatto, rendendo la gestione quotidiana ancora più intelligente.

Cosa ha significato per voi partecipare al WMF 2025?

È stata un’occasione preziosa per connetterci con altri innovatori e confrontarci con chi crede, come noi, che la tecnologia debba migliorare la vita quotidiana delle persone — e degli animali.

Abbiamo trovato grande interesse verso la pet economy, soprattutto da chi vive la complessità di gestire un pet in famiglia. E soprattutto, abbiamo avuto la conferma che il nostro approccio centrato sulle relazioni, sulla salute e sull’organizzazione condivisa è una risposta concreta a un problema reale.


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